SISMA, cresce il triste bilancio: 120 vite spezzate e 368 feriti provvisori

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La terra trema ancora da Rimini a Napoli. Un sisma di magnitudo 6.0 e una profondità di 4 km e con epicentro ad Accumoli (Rieti), ha scosso tutto il Centro Italia alle 3.36 della scorsa notte. Poi uno sciame sismico, che continua a far paura e a rendere difficoltosi i soccorsi.

L’ultima, forte, scossa è stata registrata ad Arquata del Tronto poco dopo le 14: aveva una magnitudo di 4,9.

Ancora una volta dopo il terremoto de L’Aquila e quello dell’Emilia si torna a morire di terremoto. Molti – tra cui diversi bambini – sono ancora bloccati sotto le macerie. I comuni più colpiti sono Amatrice, Accumoli, nel reatino, e Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Sono 120 al momento le vittime. “Ma ci sono ancora tante persone sotto le macerie, tanti dispersi – precisano i soccorritori – e purtroppo questi numeri potrebbero cambiare”.

Qui è un dramma vero, sono nel mezzo di un paese che non c’è più“, diceva stanotte disperato Sergio Pirozzi, il sindaco di Amatrice (Rieti), “Ci sono stati crolli. La popolazione è in strada e stiamo portando tutti verso la zona di evacuazione, quella dei campi sportivi. Siamo senza luce ci sono anche problemi sulle vie di accesso al paese“.

E proprio ad Amatrice la situazione peggiore. È crollato anche lo storico hotel Roma, nel centro storico della cittadina reatina. Ci sono diverse persone sepolte sotto le macerie. Il Roma è un luogo celebre anche come ristorante per la amatriciana, il piatto che prende il nome dalla città.

Stessa situazione a Illica, frazione di Accumoli. “Illica non c’è più”, racconta su Facebook Sabrina Fantauzzi, giornalista romana in vacanza, “Eravamo circa 300 persone, tutti romani, in villeggiatura. Siamo rimasti in 30. Ancora nessuno è venuto a soccorrerci“. Poi, dopo un’oretta dalla scossa ha aggiunto: “Ci sono 4 soccorritori, prendono feriti ma non stanno intervenendo sulle case distrutte con dentro gente morente”.

La Protezione civile ha diffuso i numeri da chiamare in caso di emergenza: contact center della Protezione civile nazionale: 800840840; sala operativa della protezione civile Lazio: 803555; per le donazioni 45500. Lanciato anche l’appello a donare il sangue: l’Avis provinciale di Rieti invita a recarsi all’ospedale San Camillo de Lellis della città.

“Si è trattato di un terremoto di magnitudo importante, che ha prodotto uno scuotimento rilevante, di valore paragonabile a quello dell’Aquila”, ha detto il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, “L’Aquila è un capoluogo di regione, qui la popolazione è più diffusa quindi è possibile un impatto meno gravoso in termini di vite umane”.

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