Muore una giovane nel centro per migranti, scatta la rivolta

Would be immigrants throw stones to police during clashes that erupt after asylum-seekers blocked a road and a railway near an immigrant centre on August 1, 2011 in the southern Italian city of Bari. A report said that hundreds of people were taking part in the protest and some of them were armed with metal bars and stones. The protest was the latest in a series of riots at refugee centres in Italy filled with African migrant workers who have been fleeing Libya in recent weeks. AFP PHOTO (Photo credit should read -/AFP/Getty Images)

 

Lunghissimi momenti di tensione si sono registrati stanotte al centro di prima accoglienza di Cona, in provincia di Venezia, a causa del decesso di una giovane ivoriana di 25 anni. Sul posto sono intervenuti carabinieri e polizia, che hanno dovuto faticare a lungo per provare a portare la situazione alla normalità. Secondo la ricostruzione, la giovane donna è stata soccorsa dai medici del Suem dopo una telefonata arrivata al 118, che però all’arrivo l’hanno trovata eiversa in bagno priva di conoscenza, e nonostante le manovre di rianimazione e il trasporto al Pronto Soccorso per lei non c’è stato nulla da fare. Immediatamente gli altri migranti hanno denunciato ritardi nei soccorsi ed è scattata una vera e propria rivolta, con 25 operatori della struttura di accoglienza che sono stati bloccati per ore e liberati soltanto in piena notte, dopo le due.

Il decesso della donna è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri, poi è scattata la protesta con mobilio e oggetti dati alle fiamme. Gli operatori si erano rifugiati in altri locali della struttura e qui praticamente assediati e impossibilitati ad andare via, finché appunto l’intervento delle forze dell’ordine non ha riportato tutto alla calma. Il tutto è avvenuto a poche ore dalle parole del nuovo prefetto di Venezia, Carlo Boffi: “La zona deve sostenere un peso rilevante di migranti, per cui spero di riuscire ad alleggerirne la presenza in questa zona, vedendo se è possibile una distribuzione diversa”. Il prefetto aveva insistito: “In generale, il problema delle migrazioni è il problema dei problemi, per l’Italia e l’Unione europea, un fenomeno biblico estremamente complesso, anche perché il nostro Paese ha il problema di essere una piattaforma sul mare e quindi non si possono tecnicamente chiudere le nostre frontiere. E il problema vero è quello legato al rimpatrio delle persone irregolarmente presenti sul territorio, essendo necessari degli accordi internazionali specifici”.

FONTE QUI

Potrebbe anche interessarti...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *